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Stati Generali dell’Esecuzione Penale: i tavoli di lavoro ed il documento finale

Operatori penitenziari, magistrati, avvocati, esperti, rappresentanti della cultura e dell’associazionismo civile: in più di 200 hanno lavorato, per quasi un anno, attorno a 18 tavoli tematici, chiamati dal Ministero della Giustizia ad inventare “un modello di carcere all’altezza dell’articolo 27 della Costituzione”.

Riportiamo i temi dei Tavoli di lavoro.

Tavolo 1 – Spazio della pena: architettura e carcere.
Interventi architettonici negli istituti esistenti e nuove configurazioni degli spazi della pena funzionali ad un modello detentivo fondato sullo svolgimento della vita quotidiana in aree comuni, sulla possibilità di curare in modo adeguato i propri affetti anche in luoghi aperti o dedicati ad incontri intimi e sullo svolgimento in spazi adeguati delle attività lavorative e delle altre attività trattamentali.

Tavolo 2 – Vita detentiva. Responsabilizzazione del detenuto, circuiti e sicurezza.
Organizzazione della vita detentiva improntata al principio di individualizzazione del trattamento, ipotizzando percorsi di responsabilizzazione adeguati alle caratteristiche delle persone detenute.

Tavolo 3 – Donne e carcere.
Specifiche esigenze delle detenute donne con un’ attenzione alla tutela della loro salute e della loro affettività ed un particolare riferimento alle problematiche relative alle detenute madri.

Tavolo 4 – Minorità sociale, vulnerabilità, dipendenze.
Impatto della detenzione sulle condizioni di vulnerabilità individuali, sociali ed economiche e sui problemi delle dipendenze, della sofferenza psichica, dell’ostracismo, con un approfondimento del tema degli autolesionismi e dei suicidi in carcere.

Tavolo 5 – Minorenni autori di reato.
Definizione dell’Ordinamento penitenziario minorile, che metta a valore le esperienze positive realizzate negli anni, pur in assenza di una normativa specificamente centrata sulle esigenze del minore autore di reato. Tale riflessione si è inserita nella parallela attuazione del nuovo Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Tavolo 6 – Mondo degli affetti e territorializzazione della pena.
Problemi connessi al riconoscimento e all’esercizio del diritto all’affettività del detenuto, all’esercizio del proprio ruolo genitoriale, al mantenimento di relazioni positive con il proprio mondo affettivo. Attenzione specifica è stata data al principio di territorializzazione dell’esecuzione penale per un positivo reinserimento sociale.

Tavolo 7 – Stranieri ed esecuzione penale.
Condizioni degli stranieri in carcere e loro effettivo accesso a quanto previsto dalle norme. Attenzione specifica per le difficoltà di attuazione di percorsi trattamentali e di reinserimento per il al necessario coinvolgimento delle istituzioni territoriali, anche per prevenire forme di autoesclusione e di radicalizzazione.

Tavolo 8 – Lavoro e formazione.
Aspetti problematici legati al lavoro e alla formazione dei detenuti, con particolare riguardo all’individuazione delle misure necessarie, per ovviare alle attuali gravi insufficienze normative e organizzative e per predisporre un complessivo piano per il potenziamento delle attività lavorative durante l’esecuzione penale.

Tavolo 9 – Istruzione, cultura e sport.
L’istruzione istituzionalmente definita e il suo potenziamento ad ogni livello, sia le espressioni culturali, artistiche e sportive che costituiscono un terreno decisivo di trattamento rieducativo e richiedono incremento, coordinamento e attivo supporto anche dal punto di vista della previsione di spazi adeguati e di regole interne che ne favoriscano lo svolgimento.

Tavolo 10 – Salute e disagio psichico.
Strategie per l’effettivo esercizio del diritto alla salute, attraverso un rapporto più efficace con le autorità sanitarie che assicuri l’accesso alle cure, la continuità terapeutica e la soluzione di eventuali criticità organizzative, con particolare attenzione, in coordinamento con il Tavolo 11, al processo in corso di superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari.

Tavolo 11 – Misure di sicurezza.
Applicazione delle misure di sicurezza, privative e non privative della libertà personale, non nella fase esecutiva e, nell’ottica di eventuali proposte correttive, trasfigurazione di queste ultime nella loro quotidianità. Particolare attenzione è stata riservata, in coordinamento con il Tavolo 10, alle misure di sicurezza psichiatriche.

Tavolo 12 – Misure e sanzioni di comunità.
Sanzioni e misure alternative al carcere, intendendo la locuzione “in comunità” come indicativa del complessivo e diverso rapporto da stabilire con il territorio. Nell’attuale fase di maggiore riferimento alle forme alternative alla detenzione, la riflessione si è inserita nella parallela attuazione del nuovo Dipartimento che stabilizzi il sistema di Probation del nostro Paese.

Tavolo 13 – Giustizia riparativa, mediazione e tutela delle vittime del reato.
Programmi di giustizia riparativa, quali percorsi che consentano alla vittima di recuperare una posizione di centralità nel procedimento penale e al reo di accettare la responsabilità delle proprie azioni, così sanando la lesione al tessuto sociale che la commissione del reato di fatto ha determinato.

Tavolo 14 – Esecuzione penale: esperienze comparative e regole internazionali.
Ricognizione delle norme e delle raccomandazioni internazionali in materia di sanzioni penali e della loro esecuzione, nonché delle pronunce giurisprudenziali di Corti sovranazionali. Ne ha verificato il grado di implementazione a livello nazionale e, attraverso la comparazione con altri Paesi, individuerà possibili buone prassi implementabili nel sistema italiano.

Tavolo 15 – Operatori penitenziari e formazione.
Profili giuridico-economico ed amministrativo del personale, del suo benessere e della formazione, alla luce del principio della multiprofessionalità che caratterizza il mondo penitenziario. Individuati anche gli eventuali nuovi bisogni di figure professionali per una più attuale visione dell’esecuzione penale.

Tavolo 16 – Trattamento. Ostacoli normativi all’individualizzazione del trattamento rieducativo.
Interventi normativi finalizzati all’eliminazione di preclusioni assolute all’accesso a benefici penitenziari, così ridando centralità al percorso trattamentale ed evitando meccanismi generalizzati che contrastano con la finalità di rieducazione della pena. Si è occupato, inoltre, della disciplina dell’ergastolo.

Tavolo 17 – Processo di reinserimento e presa in carico territoriale.
Strumenti legislativi ed organizzativi utili ad avviare effettivi percorsi inclusivi che accompagnino il reinserimento sociale di chi ha scontato una pena, stabilendo rapporti continui con gli Enti e i servizi territoriali per facilitare sia la fase di preparazione al rilascio, sia quella di presa in carico esterna una volta che questo sia avvenuto.

Tavolo 18 – Organizzazione e amministrazione dell’esecuzione penale.
Modelli organizzativi che consentano un’azione amministrativa efficace in linea con gli scopi del nuovo Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia, approvato in esame definitivo dal Consiglio dei Ministri lo scorso 18 maggio 2015.